Petricci è un luogo ed un non luogo: ha la sua fisicità e la sua collocazione geografica, ma è anche un luogo della mente…… lo sanno bene coloro che per motivi di lavoro sono stati costretti ad emigrare e vi ritornano appena possono.
La zona si presenta come una mescolanza del più canonico paesaggio antropizzato dei campi e dei castagneti e le selve, le macchie ed i boschi se non completamente inesplorati, almenofrequentati solo dagli anmimali.
La piazza si affaccia ad ovest, non ci sono ostacoli allo sguardo, che si sgranchisce, si stiracchia allungandosi fino al mare, correndo sul profilo frastagliato dei rocconi, impuntandosi solo per un momento sul poggio di Samprugnano per poi precipitare quasi attirato, risucchiato dallo scintillio dell’acqua che si raccoglie tra la laguna di Orbetello e l’isola del Giglio.
Come si vede dalla mappa in una mezz’ora al volante si possono raggiungere innumerevoli siti di interesse naturalistico, storico, architettonico. La zona è considerata una delle più buie, ovvero con pochissime luci notturne, ciò la rende ideale per osservare il firmamento. Insieme alle poche luci Petricci gode di tutti i benefici di una presenza umana limitata, basta fare un giro in macchina durante la notte per incontrare ogni tipo di animali selvatici… il che non sempre è un bene, gli animali non attraversano sulle strisce!