La sera del cinque gennaio a Petricci si vive la cena con inquietudine, si apparecchia la tavola con il servizio buono, come se dovessero arrivare ospiti. Lo sguardo dei commensali indugia spesso fuori della finestra, l'orecchio è teso a catturare i rumori della strada, per cogliere un fischio, uno scampanio che sia rivelatore dell'arrivo tanto atteso.
I suonatoriSenza l'aiuto e la grande maestria dei nostri suonatori (e anche il coro, non ci dimentichiamo) l'andare in giro casa per casa non sarebbe affatto possibile. A questi viene richiesto uno sforzo improbo: tutta la sera a cantare e suonare sempre gli stessi tre accordi (che poi l'ugola e i diti ne risentono) senza grandi consolazioni se non qualche sporadico bicchier di vino.
PreparazioniLa preparazione della BefanaIntanto, in una località segreta alcune persone smettono i consueti panni di tutti i giorni per indossare quelli meno sobri della compagnia della Befana. Mentre i ruoli vengono via via definendosi, i volti vengono invecchiati con rughe dipinte, i nasi e i menti fioriscono di nei, capillari e cicagnoli pelosi, gli attori si trasformano, grazie anche a qualche buon bicchiere di vino, nelle allegorie del vecchio e del nuovo anno.
Perché in fondo di questo si tratta, di una rappresentazione allegorica di morte e rinascita legata al ciclo delle stagioni. Sebbene il corso del tempo ed i cambiamenti verificatesi ne abbiano più volte sconvolto e ridisegnato la "forma" questa celebrazione si può far risalire a quando, nel neolitico l'agricoltura venne importata in Italia dal medio oriente.
La religione cattolica non ha potuto intaccare a fondo questo "corpus" limitandosi a spostarne la data dal solstizio d'inverno all'epifania. La notte del cinque gennaio è piena di prodigi: gli alberi fruttificano, gli animali favellano, le acque dei fiumi invertono il loro corso. I bambini attendono i regali (che non vengono distribuiti a natale) le ragazze traggono auspici sul loro futuro matrimonio gettando foglie di ulivo sulle braci.
Due Befane giovaniL
La Befana vecchiaa compagniaLa compagnia si compone di sei personaggi: la befana, il befano vecchio, il gobbo, la befana giovane ed il soldato.
La befana è la madre terra ed in quanto tale dispensa doni e castighi (non certo secondo i meriti come si lascia credere ai bambini, ma secondo il proprio capriccio). È rappresentata come una donna vecchia, una strega, capace di operare prodigi, ma non disprezzata, anzi invocata, cercata, interpellata per garantirsi un buon raccolto, per scacciare le malattie dalla famiglia e dalle greggi, per benedire la casa.
Essa simbolizza l'anno vecchio, ma anche la continuità attraverso il tempo, infatti è sempre rappresentata insieme alla figlia, la befana giovane.
La Bevana giovane è una donna promiscua, appariscente, di facili costumi e quindi "fertile". Nella compagnia della befana questo ruolo è sempre affidato ad un uomo per accentuare il lato grottesco. La befana giovane diventa così la speranza per l'anno nuovo, assieme al marito, il genero della befana, un giovanotto affettato, elegante, cittadino, in contrasto con la famiglia campagnola della sposa. Esso per un anno governerà il ciclo solare, ed alla fine verrà arso vivo in effige nel falò della vigilia di Natale.
Il Befano vecchio
Il Befano giovaneC'è poi il befano vecchio, alter ego di quello giovane, consorte della befana; viene dileggiato da tutti, dalla moglie perché ormai incapace di rendersi utile, sia in campo amoroso che in campo lavorativo, dalla nuora che si vede tributare attenzioni non richieste, dal genero per gelosia ed un senso più profondo di rivalità. Egli infatti dovrà cedere l'autorità per l'anno che sta per iniziare, ma al contrario della sua metà alla quale comunque verranno indirizzati onori e preghiere, egli sarà sacrificato affinché le sue ceneri fertilizzino i campi.
Il gobboIl soldatoIl gobbo è il custode del paniere, colui al quale la gente si rivolge per tributare offerte alla compagnia; tiene in mano un grosso bastone che all'occorrenza utilizza contro i personaggi delle altre befane per proteggere il bottino dai ladri.
Il soldato
Il gobboIn fine il soldato o la guardia, personaggio entrato a far parte della compagnia per ultimo;
caricatura del vero rappresentante delle forze dell'ordine che un tempo seguiva la befana per impedire che dalle case sparissero prosciutti, salami e quant'altro ben di dio lasciato incustodito nella madia o appeso vicino al camino.